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 Ispettore
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| Volutamente non ho scattato foto (e a dir la verità, non avrei avuto nemmeno molto tempo). L'esperienza al campo è stata estremamente impegnativa, assorbendo energie fisiche ma soprattutto nervose: gestire (ed avere a che fare) con un numero elevato di persone, che da 1 mese vivono in una condizione di "normale precarietà" come una tendopoli genera inevitabilmente tensione (non nel senso cattivo del termine). O almeno, io l'ho vissuta in questo modo. Essere il riferimento per l'altrui vita quotidiana, dai bisogni più piccoli a quelli più grandi , e tentare di mediare tra le esigenze per avere il maggior benessere possibile a disposizione di tutti è stata una sfida notevole. Con me ha lavorato una squadra di funzionari regionali/provinciali e di volontari molto in gamba, e credo che i residenti del campo abbiano apprezzato il lavoro svolto. Dal mio punto di vista, ho apprezzato moltissimo lo sforzo che stanno facendo gli abitanti del posto per conquistarsi una diversa normalità della vita, e per tornare a fare le cose che facevano anche prima del sisma. Sono rimasta molto colpita anche dalla dignità silenziosa di molte persone, che non chiedevano nulla (magari anche quando avevano bisogno) ma avevano solo parole di ringraziamento per noi; sono situazioni che gratificano, ma che soprattutto spingono a fare sempre di più e sempre meglio (o quantomeno a provare a fare di meglio). Probabilmente non sempre ci siamo riusciti, o forse non abbiamo saputo far passare bene questo messaggio. E' stata una esperienza comunitaria che, a mio parere, ha forgiato molti caratreri (il mio compreso). Tra un mese circa sarò di nuovo in servizio al campo; vi farò sapere come procede il lavoro.
Cilla |
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